Incuriosiscono dando nell’occhio. Questo è il primo impatto che si ha con le scarpe BONT. Somigliano ad una pantofola affusolata. Le Vypor sono il top di gamma, le più famose e ricercate: dopo tutto sono ai piedi di chi ha vinto il Tour 2012. Le A TWO sono le sorelle minori, hanno un taglio racing sia estetico che sostanziale. Sono molto leggere (265g nominali) e rigide, la suola è monoscocca in carbonio, l’interno è termoformabile per più volte, la pelle esterna non è molto morbida (abbiamo provato un modello nero vernice). La chiusura è a due velcri ed un cicchetto intercambiabile. La distanza suola pedale è davvero minima (4.4mm) con il risultato di massima trasmissione di forza e potenza senza dissipazione. L’areazione è discreta, forse non ottimale. Difficile la calzata, la punta declina verso l’esterno del piede in maniera molto decisa e potrebbe essere necessario fino ad un numero e mezzo in più del solito, va bene per i piedi magri anche se si dovrebbe poter scegliere tra le opzioni a pianta larga o stretta. Inoltre la conformazione bassa della scarpa può generare vesciche nella zona del tallone. Dal canto suo l’azienda produttrice reclama un’attenzione molto impotante e profondamente studiata all’anatomia del piede, per una calzata ergonomica e ottimizzata.

Alto (troppo) il prezzo soprattutto perché sulla scatola c’è scritto MADE in CHINA…BONT è un’azienda australiana, leader mondiale nella produzione di scarpe in composito per pattinaggio su ghiaccio e pattini in linea. L’esperienza maturata ha permesso di realizzare in ambito ciclistico  un prodotto ricco di spunti unici e interessanti, il risultato è  notevole ma estremo e non facile.

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