Montagne austere quelle del Piemonte, salite lunghe, impegnative e di fondo, ed è così anche il Colle delle Finestre. Si sale da Susa seguendo le indicazioni per Meana e per il Colle stesso. E’ una salita all’insegna della regolarità, nemmeno la famosa parte sterrata fa da cesura, cambia solo il fondo stradale. L’inizio incute timore, un passaggio al 16%, un paio al 14% ed uno al 12%…se fosse tutta così sarebbero guai, e invece si attesta su un 9% medio che significa oscillazioni costanti tra il 7% sui tornanti e l’11%, sono sempre guai ma minori! Appena fuori dall’abitato di Meana la strada si restringe ed entra in un bellissimo e fresco bosco. In poco tempo si riesce a percepire di quanto si salga ad ogni pedalata, la vegetazione è fitta ma offre scorci sulla strada già percorsa. Di tornanti se ne conteranno 44 fino alla cima ma una trentina sono qui tutti ravvicinati al punto di scandire bene i ritmi dell’ascesa e permettere persino di rilanciare facilitando l’azione con una riduzione della pendenza. Un tratto più impegnativo su un semi-dritto (max 14%) è il preludio alla fine dell’asfalto: in prossimità di una casa bianca sulla destra inizia lo sterro, fondo in terra battuta ben pedalabile anche in bdc se non fosse per i molti sassi presenti che obbligano a cercare la miglior linea cambiando spesso direzione a zig zag. Il dispendio mentale e nervoso per la miglior traiettoria non è banale e si somma allo sforzo fisico. Sui tornanti un poco più sabbiosi e smossi si rallenta per cercare di fare la curva il meno quadrata possibile. La pendenza nonostante abbia punte del 12-13% in realtà sembra non pungere eccessivamente e stupisce per la sua costanza. In questi ultimi 7800m sterrati la vista si apre progressivamente uscendo dal bosco, anche se il panorama non è mai eccessivamente ampio;, c’è una buona panoramica sulle montagne circostanti ma la vallata in cui si pedala sembra che tenda a stringersi salendo al colle; presto si scorge lassù il suggestivo forte presente al passo. Allo scollinamento ricomincia l’asfalto (la discesa sul versante opposto è completamente asfaltata) ed il panorama sulla val Chisone è molto più bello.

Per l’ascesa è consigliabile avere rapporti agili, sullo sterrato non sempre è consigliabile pedalare sui pedali (non è impossibile…), meglio far girare con ritmo le gambe stando seduti sul sellino: 39×27 per i più forti 34×27 per gli amatori.

Il dislivello è poco meno di 1700m in circa 18.7km: 9% medio.

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