Salita storica quella del Ghisallo da Bellagio: sono 9km scarsi molto vari per un dislivello complessivo di poco più di 500m. E’ il simbolo del Giro di Lombardia, la “classica delle foglie morte”. La si può suddividere in tre tronconi: i primi 4km sono di salita dura, la media è 9% ma l’attacco è molto velenoso all’11%, la pendenza massima è del 15% e vari sono i passaggi in doppia cifra 13-14-12-11%; il secondo tratto consta in 3km abbondanti di discesa e falsopiano in cui si respira e non si fa fatica; la parte finale torna a salire: poco meno di 2km finali alla media dell’8% ma con altri tratti al 13% e 12%

Pur essendo relativamente corta e ondulata non è una “salitella”, al contrario impegna soprattutto all’inizio dove molla di rado ed è piuttosto costante. Alla parte finale si arriva più freschi grazie al morbido troncone centrale e la si può affrontare di slancio, abbastanza bene.

Bella l’ambientazione: già per arrivare a Bellagio ci si gode la strada costiera del triangolo lariano, sinuosa, ben asfaltata e suggestiva; poi salendo si ha l’occasione di vedere i rami del lago dall’alto e paesaggi suggestivi seppur le vedute non siano quasi mai ampie ed eccessivamente aperte. Anche qui l’asfalto è buono. Molto belle anche le case e le ville che costeggiano la strada.

In cima il piccolo Santuario della Madonna del Ghisallo, Madonna proettrice dei Ciclisti, davvero unico e caratteristico con bici e maglie storiche  appese alle pareti ed il Museo del CiclismoMadonna del Ghisallo visitabile a pagamento (6 euro) solo nel week-end, chiusura invernale  (http://www.museodelghisallo.it/home.html).

 

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