LA FIAMMA ROSSA Storie e strade dei miei Tour

di Gianni Mura a cura di Simone Barillari (2008)

edizioni “minimum fax”

La “Fiamma rossa” è una selezione degli articoli scritti da Mura durante i suoi tour dal 1991 al 2005, fatto salvo per una breve retrospettiva relativa ai suoi esordi ’67 ’68 e ‘72.

Scrive bene Mura, affianca sapientemente al racconto dell’evento sportivo considerazioni e note di colore da scaltro osservatore qual è. Si dice che il Tour rappresenta la Francia e lo scrittore approfitta di questa equivalenza seguendo la corsa e scrutando in profondità ciò che lo circonda. Mi ha ricordato Hemingway. E’quasi un turista ma non è avulso, respira in profondità l’atmosfera di gara e la soddisfazione di un’impresa e la trasferisce al lettore.

Mura è un duro e diverte: come un corridore che si intestardisce e nonostante i 35°C scala il Ventoux nell’asfissiante luglio francese anche lo scrittore con la medesima determinazione e passione affronta i piatti tipici e più pesanti della Francia innaffiati da champagne di cui si dimostra ottimo conoscitore…un po’ di enogastronomia non guasta.

Toccanti, per un tifoso nostalgico come me, i tour di Pantani ribattezzato Pantadattilo o il Fossile per il modo di correre anacronistico ed entusiasmante.

Purtroppo il libro rischia di perdere un po’ di valore non certo a causa degli autori ma alla luce dei fatti odierni (2013): di Armstrong ripercorre (inevitabilmente) l’ascesa e tutti i 7 tour lasciandosi coinvolgere dalla bella favola del texano, oggi reo confesso. Più di un terzo del libro, 163 delle 459 pagine, sono dedicate ai tour dal 1999 al 2005, ma non si sarebbe potuto fare diversamente. Tuttavia in quest’ottica l’autore dimostra di non essere certo uno sprovveduto ed ho trovato interessante nonché premonitore lo scrupolo deontologico presente in prefazione: il giornalista è costretto a narrare ed esaltare nell’immediato le azione di un corridore senza poter sapere se è tutto vero o se un test antidoping lo sconfesserà. L’assoluzione per questo irreparabile danno alla storia dello sport c’è: le emozioni si trasmettono in tempo reale, e così come le si vivono le si raccontano.

Infine è da apprezzare l’ultimo capitolo “La musica del tour”, una chicca che  rende conto una volta in più di cosa siano la bicicletta e il viaggio del Tour.

VOTO 8

 

BU

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