Nell’ultimo periodo è diventata la calzatura da bici “top” per eccellenza ma è davvero così?

E’ senza dubbio una scarpa progettata con grande attenzione e molto ben strutturata. La fattura è ottima di alto livello. La pelle di canguro è leggera, traspirante ed elegante, la sua notevole morbidezza garantisce una calzata perfetta avvolgendo in maniera omogenea il piede. La suola in carbonio da’ la  corretta rigidità per il miglior trasferimento possibile della potenza al pedale, e un rinforzo in materiale termoformabile al tallone ottimizza la calzata e l’uso.

La chiusura utilizza il sistema BOA efficace e micro-regolabile, il velcro assicura ulteriore compattezza ma è accessorio e serve più per arricchirne l’aspetto.

Le LAKE CX 401 si distinguono anche per la sobrietà dell’estetica, semplice ma elegante, certamente non “tamarra”.

Testata, ha evidenziato perplessità non tanto per le sue generalità e performance pienamente confermate, piuttosto quanto in rapporto al prezzo, semplicemente esagerato. La scarpa è molto bella ed è davvero top ma il prezzo (listino 380 euro) è eccessivo, ci sono alternative validissime anche con cifre inferiori in grado di garantire tecnologia, confort e qualità.

Insomma, detto che il mercato lo fa l’amatore,  le case produttrici se ne approfittano un po’ facendo credere “diabolicamente” (per le tasche di chi compra e commercialmente parlando) che più una cosa costa e più ha intrinseco valore, più è cara e più è “da professionista”; il sillogismo è fallace, non sempre corrisponde al vero.

Un ulteriore lieve difetto è che con il tempo e l’uso la morbidezza della pelle di canguro rischia di diventare un punto debole lasciandosi un po’ andare, estremizzando il concetto da pantofola comodissima e perfettamente aderente al piede diviene un ciabattone sempre comodo ma allargato e meno affusolato, l’estetica peggiora.

Sarebbe comunque sciocco non rimarcare la validità del manufatto.

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