Si corre tra le foreste Ardennesi su un percorso tecnico e agonisticamente senza pari. Dopo una breve passerella in città (si attraversano incidentalmente un paio di tratti di pavè sconnesso, nel normale percorso non sono previsiti) ci si addentra nella campagna belga, si attraversano alcuni centri rurali prima di entrare nel cuore delle Ardenne e cercare la via del ritorno a Liegi. E’ intensa, continui i cambi di ritmo e i saliscendi, un percorso cinque stelle con poco più di 2600m di dislivello (il lungo dovrebbe essere poco inferiore ai 5000m).

La prima salita è l’Ancienne Barrier, facile, da rapportone, dolce e piacevole nel panorama. Segue La Rosier soffocata nella tipica foresta Ardennese, la prima salita vera anche se la pendenza media è 5.7% (max 12%). Il Col du Maquisard non punge mentre i due gradoni del Mont Theaux, drittone finale compreso(max 12%), sfiancano. Una decina di chilometri più rilassanti fanno da preludio al gran finale con le cotes più impegantive.

Cote de la Redoute 1650m al 9.8% con pendenza massima 19% nella micidiale “S” centrale: l’ambientazione non è granchè, è bello il pianoro finale ma la parte più famosa corre praticamente in fianco all’autostrada.

Cote de la Roche aux Faucons 1500m al 9.9% e pendenza massima 16%: è un’ascesa nervosa, inizia tra le case e finisce tra gli alberi di un boschetto, l’asfalto non è granchè.

Cote de Saint Nicholas 1400m al 7.6% e pendenza massima 13%: si snoda nei tipici quartieri di Liegi con case basse in mattoni rossi, davvero suggestiva e un po’ più difficile di quel che sembra.

Non segnalata come Cote è il rettilineo in salita in città che porta all’arrivo: le pendenze non sono proibitive (la punta massima è 8-9%): o si è troppo stanchi e si finisce per subirla… o si è galvanizzati (come il sottoscritto) e la si percorre di slancio con il 50!

L’organizzazione generale è molto buona, ben attrezzata la partenza-arrivo un ampio centro sportivo in Liegi in cui è stato possibile far la doccia post gara, i ristori sono ben posizionati e abbondanti ed è buona anche l’assistenza in caso di problemi. Niente pasta-party.

Il meteo è una variabile micidiale: percorsa il 21 Aprile 2012, si è partiti con il cielo coperto ma con qualche squarcio di sereno; l’illusione è durata poco meno di 30km. Dapprima acqua lieve, poi uno scroscio abbondante, quindi un po’ di sole, di nuovo acqua, temporale con grandine finissima e freddo, molto freddo nemmeno in cima al Gavia ho patito tanto. In totale due intense grandinate di chicchi fini e pungenti che battono in fronte, sulle gambe, sulle mani. Si faticava a tener aperti gli occhi, gli occhiali inutili, sarebbero serviti dei tergicristalli, i piedi inzuppati e congelati. Poi all’improvviso un alternarsi di sole caldo che buca le nuvole e altri scrosci repentini prima del rientro quasi asciutto in Liegi. Dicono che sia il freddo infernale del nord…

Credo che chiunque fosse presente quel giorno abbia pensato “…ma chi me lo fa fare…” “se mi vede mia moglie mi darebbe del cretino…”e “..speriamo finisca sta’ tortura…” ma appena si passa il traguardo è inevitabile dirsi “…che peccato, è già finita!”

Liegi-Bastogne-Liegi (SIGMA ROX 9.0)

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