Quello del Salto della Capra è uno dei versanti più impegnativi del Monte Grappa. Non è una salita alla portata di tutti, in bici da corsa è consigliabile solo ai cicloamatori più evoluti.

La GF Pinarello l’ha percorsa più volte facendo una scelta molto coraggiosa. Per arrivare alla cima al Grappa si devono percorrere poco meno di 24km, la salita è suddivisibile in 3 parti: i primi 10km hanno una pendenza media poco superiore al 10%, è il vero e proprio Salto della Capra o anche salita della Vedetta, micidiale; dopo il primo scollinamento ci sono 4km di discesa, preludio alla terza parte dell’ascesa, quella finale, caratterizzata dapprima da pendenze docili e successivamente discretamente impegnative sino al culminare presso il Sacrario del Grappa.

 

E’ bene chiarire da subito alcune cose: più specificatamente il vero e proprio Salto della Capra consta in due tratti molto duri entrambi di mille metri ed intervallati da un altro chilometro un poco più leggero ma sempre al 10-11%. Il primo dei due tratti è al 14% medio, il secondo al 15% ma il valor medio inganna e non rende relativamente alla sua durezza. Nel primo dei due tratti si raggiunge per ben quattro volte il 20% con passaggi duraturi al 15-17%; nel secondo la pendenza massima è del 22%, si è su un dritto estenuante senza soluzioni di continuità che raggiunge a ripetizione il 17-18-20%. Il tornante che si incontra permette di rilanciare l’azione ma dopo il successivo si presenta una nuova lunga rampa al 19-20% che stronca ulteriormente. La serie ravvicinata di 4 tornanti preannuncia comunque la fine di questa durissima prima parte ma sono davvero tosti: al crocevia ecco la capretta che ci guarda dondolata dal vento. Difficile salire con il 39×29, con la compact il 26 potrebbe essere troppo duro, meglio avere 34×27 o qualcosa di più leggero.

Nel complesso la salita inizia a Paderno del Grappa dall’incrocio dell’Albergo del Romano dove si lascia la pedemontana e si prosegue sempre diritti senza mai abbandonare la strada principale. Le primissime rampe sono morbide ma uscendo dal paese si raggiungono già pendenze ripetute al 14%. L’asfalto è perfetto, la strada sale soffocata nel bosco che occlude la vista. Dopo 3km dalla partenza un breve tratto di respiro, poi si riprende a salire costantemente tra il 9-11%. Si respira un po’ nei tornanti, in totale una trentina situati soprattutto nella parte alta. A quota 950m slm, all’uscita di un tornante, ecco un primo chilometro preannunciato da alcune scritte in giallo sull’asfalto “TRATTO DURISSIMO 18-20%, 34×29”. E’ il primo dei chilometri già descritti, è al 14% medio con punte del 20%. La pendenza si attenua assestandosi al 10% per 1km e poi di nuovo il secondo terribile altro chilometro già menzionato durissimo al 15%: pendenza massima 22% e numerosi tratti al 17-18-20%. Poi i 6 tornanti finali tutt’altro che facili sempre in doppia cifra e la fine di questa prima tremenda parte di ascesa. Finalmente ci si innesta sulla spettacolare strada panoramica che raccoglie e congiunge i versanti di Pederobba-Monte Tomba-Possagno-Semonzo alla cima Grappa. Si percorre una bellissima vallata verde, pascoli e rocce bianche, un po’ di discesa, qualche mangia e bevi, un paio di suggestive gallerie scavate nella roccia. La strada risale il fianco della montagna: è un balcone naturale da cui è possibile ammirare il panorama e gli strapiombi sui contrafforti a base della montagna stessa con viste emozionanti. Senza contare la storia che si vede e si respira, toccante. A circa 1km dalla vetta ci si collega alla strada che sale da Semonzo e cha ha percorso il Giro d’Italia del 2014 in cronoscalata; più in alto invece ci si innesta sul tratto di strada comune a tutti i versanti, da Romano d’Ezzelino e Seren compresi, e che dopo poche centinaia di metri culmina al Sacrario del Monte Grappa.

 

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