Lo Stelvio in una parola? E’ il “Re” delle salite, l’indiscusso monarca.

Nessuno è come lui per lunghezza, dislivello, altitudine raggiunta, pendenze, costanza, natura e paesaggio. Un sovrano indiscusso, scalata memorabile per ogni ciclista.

Da Prato allo Stelvio sono poco più di 25km di salita, l’approccio è graduale, persino pedalabile per i primi 8km. Di tornanti neanche l’ombra. Oltrepassata la località Gomagoi, all’altezza di un paravalanghe, la salita accenna a diventare più impegnativa e timidamente compaiono un paio di tornanti. Fuori Trafoi  incomincia a sfiancare con la sua regolarità condita da acuti al 9-10%. Il paesaggio è già bello con l’Ortles che fa da  padrone. Segue una lunga parte nel bosco in cui la serpentina ha inizio e nei pressi del ristorante Rocca Bianca il punto più duro, 13%. Si è già oltre la metà ma solo 15 dei 48 tornanti sono stati percorsi. Una breve spianata introduce nella splendida parte finale in cui i tornanti si intensificano e si moltiplicano, presto si apre il palcoscenico dello Stelvio: una serpentina di 20 tornanti in sequenza che portano allo scollinamento del passo già ben visibile, netta cesura tra montagna e cielo. Le pendenze sono costanti e stancanti 8-9-10%, non mollano fino al passo. L’altitudine, già oltre i 2000m, si fa sentire e fa la sua parte affaticando ulteriormente

Da Bormio è un altro spettacolo della natura. La prima parte introduce nella valle del Braulio, un po’ brulla e desolata. Quando incominciano i paravalanghe e le gallerie (in totale 5 alcune delle quali scavate nella roccia, brevi un po’ buie ma suggestive) le pendenze sono più ostiche, e nel semi rettilineo che porta alla splendida cascata delle Bocche del Braulio si registra la pendenza massima 15%. Segue una serie di 14 tornanti, sono numericamente meno dell’altro versante e danno un po’ più di respiro. Dall’alto è davvero bello rigirarsi per vedere il tracciato della strada percorsa. Al termine di questo tratto il panorama cambia ancor più nettamente: si entra in una nuova vallata alpina, ancora pendenze tra 8-10% e poi una spianata di 3km in cui la salita si ammorbidisce tra il 4-6%: la strada fiancheggia un ampio e pittoresco alpeggio, uno scorcio panoramico magnifico e rilassante in cui ci si gode appieno la pedalata.

Quando riprendono i tornanti si torna alla realtà: è l’ultima parte ulteriormente annunciata dal bivio per la Svizzera, 3500m duri e impegnativi, mediamente 8% ma tirano sino all’11%. Anche l’altitudine gioca un ruolo non secondario e stanca. La strada rimane ampia con diversi tornanti aperti, in una natura di nuovo sorprendente. Il passo sembra lì ma c’è da faticare per arrivarci. In cima tutto è favoloso.

 

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