La salita al Penice è una di quelle vere da qualsiasi versante la si affronti. Sì perchè ci sono più versanti che si congiungono al passo dove è possibile continuare e salire al Monte Penice seguendo le indicazioni per il santuario della Madonna del Penice, altri 3.5km a poco meno del 9% di media su asfalto spesso pessimo (attenzione all’ultimissima rampa, inaspettata breve ma velenosissima, 14%).

Quelli canonici sono da Bobbio, da Varzi e da Le Moline in Val Tidone. Si aggiungono altre varianti: da Bobbio via Ceci-Brallo o via Scaparina (a dx all’entrata di Ceci), da Varzi via Menconico-località tre Passi (Canova-Menconico, Vasaia) o via Scarparina (Canova-Menconico, Carrobiolo), mentre provenendo dalla val Tidone è possibile immettersi sulla statale che sale sia da Bobbio che da Varzi in entrambi i casi a poco più di 1km dal passo a seconda che si imbocchi il bivio di Casa Matti in una direzione o nell’altra. Esiste anche un’ulteriore variante che prevede uno scollinamento intermedio: partendo da Nibbiano in val Tidone è possibile percorrere la SP34, salire al passo della Crocetta, scendere a Cadelmonte e sbucare a Vaccarezza sulla SS461 che sale da Bobbio ai -5km dal passo.

Insomma un groviglio di strade e stradine che portano tutte all’obiettivo.

La più bella? Quella più comune, da Bobbio seguendo la SS461 del Penice, una salita vera da Giro d’Italia, adatta ad un passista-scalatore con una media del 6.9%, strutturata da un paio di tratti di respiro e passaggi al 9-10%

La più dura? Da Varzi via Canova-Menconico sia che si prenda per la un po’ più impegnativa Scaparina pendenza max 16% (è segnalata, salendo si attraversa la località Carrobiolo) che per località Tre passi (Vasaia, tratto percorso anche dalla GF di Casteggio).

La più dolce? Dalla val Tidone prendendo la strada di destra al bivio Casa Matti, sempre pedalabile e con tratti di respiro.

 

 

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