1h17’30’’, 1100m/h VAM. Questi sono i dati dell’ultima volta che ho scalato il Passo San Marco.

Chiude la val Brembana e da’ accesso alla Valtellina scendendo a Morbegno. Si sale sino ai 1990m slm e se non fosse per l’altitudine inferiore sarebbe da considerarsi più duro del Gavia.

Il cronometro scatta al municipio di Olmo al Brembo, la strada è ancora molto dolce, sale lievemente permettendo di spingere lunghi  rapporti e di far velocità. Un paio di dritti, poche lievi curve e strada ancora ampia caratterizzano la prima parte. Dopo 5.5km, quando compare in lontananza il paese di Mezzoldo la pendenza incomincia a dar fastidio e dopo il tornante della chiesa chiama agilità. Uscendo dal paese le pendenze crescono ma è solo entrando nel fitto del bosco che si affrontano rampe costantemente in doppia cifra e, davvero tosto, il tornante (l’unico di questo tratto) che precede la diga, uno dei passaggi più duri (14%). Sono complessivamente circa 2.5km in cui la strada si fa sentire con tutta la sua durezza. Alla diga si respira, 1-1.5km per rifiatare e prepararsi alla seconda impegnativa parte.

La vista ora è molto aperta e suggestiva sul tratto appena percorso ma subito la pendenza annebbia lo sguardo: sono di nuovo dolori, 1.5km duri con un secondo severissimo passaggio impegna non poco (15%). Poi, gradualmente diventa più abbordabile ma non molla, rimane costantemente tra l’8 e il 9% dando l’impressione di non aver soluzione di continuità. Il tratto è infatti lungo, non da’ riferimenti e quando ne  da’ uno (compare in lontananza uno dei due rifugi di località Ca’ San Marco) sembra non si arrivi mai. Transitando a fianco del rifugio la strada cede per un centinaio di metri ma si sta per entrare nell’ultimissima parte di salita. Si oltrepassa l’ultima sbarra del divieto di transito in caso di neve e prima una lunga curva, poi un tornante e un dritto in doppia cifra, in tutto 1.5km, mettono di nuovo in difficoltà (13%), poi finalmente la salita molla anche se meno di quel che visivamente sembra e chi ne ha può affrontare l’ultimo chilometro spingendo a fondo.

Il passo è su una curva e se il bel tempo assiste il panorama è davvero bello, semplice ma da’ soddisfazione.

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