La salita è suddivisibile in due tronconi: da Lecco a Ballabio 7km, da Ballabio ai Piani 9km.

La prima parte coincide con la provinciale SP62 e non sarebbe neanche male se non fosse per il traffico. Infatti l’uscita dalla città è caratteristica, mentre si attraversano le frazioni adiacenti la sede stradale è stretta e un po’ tortuosa, le pendenze pedalabili; salendo invece la carreggiata si allarga e dopo un tornante secco le pendenze si inaspriscono; torneranno ad essere più morbide solo 1km prima di Ballabio. Ed è proprio qui che alla rotonda si abbandona la SP e seguendo le indicazioni dei cartelli si inizia la parte ben più piacevole e bella.

L’inizio è subito duro: una rampa di 1500m compresa tra il 9-12% da’ il benvenuto; successivamente la strada si fa più pedalabile e 14 tornanti dolci che permettono di rifiatare (il 2° è in pavè) condurranno praticamente in cima.

La strada è armoniosa ed un incantevole filare di conifere alte, robuste e snelle l’accompagna salendo.  Dove  la vegetazione è meno folta si intravede un panorama rilassante e nelle curve più aperte compare in lontananza il lago. Pedalando colpiscono gli intensi profumi boschivi tanto da far sembrare di percorre la salita in una località marina o in qualche luogo di villeggiatura.

L’ultimo tratto, 1.5km circa, è privo di tornanti, solo semicurve ed è un po’ più leggero; paesaggisticamente è deludente così come il punto di arrivo.

Nel complesso una salita discretamente impegnativa, da Lecco è lunga ma causa traffico è molto più piacevole da percorrere solo da Ballabio in poi.

 

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