Il passo della Presolana collega il bergamasco con il bresciano, la val Seriana con la val di Scalve. E’ a 1297m slm ed è una discreta salita.

BG-Da Clusone l’inizio è molto soft e altrettanto godibile. Imboccando la circonvallazione e lasciando il paese sulla sinistra si può pedalare in sicurezza su strada ampia e ben asfaltata molto piacevole dal momento che si attraversa una piana ampia verde e ariosa circondata dalle prealpi bergamasche. A Rovetta (paese natale del “Falco”- Paolo Savoldelli) inizia la salita vera e propria ma per 6km circa è un continuo tira e molla su pendenze relativamente impegnative. Non ci sono tornanti, la strada ha qualche curva ma è per lo più caratterizzata da drittoni poco simpatici. Entrando in Bratto la salita si fa sentire, cambiano le pendenze, crescono progressive 7-8-9% e dopo il semaforo uscendo dal paese si arriva all’10%: è la pendenza massima di tutta l’ascesa. Fuori dall’abitato inizia un’ultima parte carina: pendenze mediamente intorno al 7-8%, un paio di tornanti, la valle che si apre con prati e declini dolci ed offre un ambiente naturale gradevole.

Un po’ meno bello il “casermone” situato ad 1km dal passo purtroppo in vista per tutti gli ultimi chilometri, niente a che vedere invece con il nostalgico e diroccato Grande Albergo Franceschetti caratteristico del passo.

 

BS-Da Dezzo di Scalve è invece tutta un’altra salita.

L’inizio non è duro, 5-6% con tratti in cui si può rifiatare mentre si percorre una valle angusta e umida su asfalto imperfetto. Salendo la vista si apre un poco ma dopo il bivio per Colere non c’è più tempo per guardarsi intorno e la questione si fa seria: mancano 4.5km al passo 3.5 dei quali al 9.6% di media. Si susseguono quattro rampe in doppia cifra e rispettivamente da 400m (all’uscita del primo paravalannghe), 600m (al secondo paravalanghe), 300m (nelle semicurve che precedono un tornante della “rinascita”) e altri 300m ( prima di un tornante molto aperto), tutte intervallate da passaggi un poco più leggeri ma brevi. Le pendenze crescono nette e difficili 10-12-14-15-% e ancora 13-16%, asfissianti. Per fortuna l’ultimo chilometro torna a pendenze pedalabili con 4 tornanti che dettano il ritmo. Il versante bresciano in poche parole è molto, molto velenoso.

 

Monte Pora

A Bratto-Dorga è segnalata la località Monte Pora, noto comprensorio sciistico, e può essere una variante di percorso o un’aggiunta. Percorrendo l’omonima via che conduce al di fuori dell’abitato di Dorga si costeggia la parete della montagna su asfalto decente, con carreggiata ampia e circondati da verde rigoglioso. Non ci sono tornanti ma solo semicurve. Nei 2.5km centrali le pendenze sono considerevoli 9-10% ma costanti, solo brevi punte al 11%.; percorrendole si ha la sensazione che siano più facili. Oltrepassate le prime strutture sciistiche (località Colle di Vareno) la strada molla e gli ultimi chilometri (4-6%) possono essere percorsi spingendo a fondo. Il punto di arrivo è un enorme parcheggio nei pressi di un complesso di villeggiatura da cui si ha un ampia vista sulla val Seriana, in realtà la starda procede oltre per 1km circa ma ben presto termina in vari rami morti. In tutta onestà la salita è un buon allenamento ma è poco significativa nonostante il Giro d’Italia sia arrivato qui nel 2008.

 

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