Passo del Vivione

Il Vivione è una salita lunga e impegnativa ma per ampi tratti è pedalabile.

Se la si affronta dalla val di Scalve partendo da Dezzo la si può suddividere in tre tronconi: inizialmente si sale al 6.5% per 5km circa seguendo la SP294 principale per Schilpario (esiste una variante all’uscita di Dezzo prendendo per Azzone 4km a poco meno del 9% di media, con 2km scarsi iniziali velenosi 12-13% e con punte del 16%; il percorso è più suggestivo e si ricongiunge alla SP294 a Schilpario); la seconda parte vallonata, di 8km, in cui si supera Schilpario e si fanno meno di 150m di dislivello porta all’attacco del segmento  finale: 9km di strada stretta e contorta, ricca di curve e tornanti, che si arrampica in un bellissimo bosco di conifere. Le pendenze non sono severe, fatta eccezione per la rampetta iniziale (12%) sono molto costanti, 7%circa, e raramente eccedono. In quota il panorama si apre e si ha una bella vista sulle montagne circostanti, mentre l’ultimo km introduce e conduce alla sella del passo, verde ed estesa.

Dalla Val Camonica sale il versante più impegnativo ma è anche il meno bello. Si parte da Forno Allione (in estate parecchio afoso), nei primi chilometri fino a Paisco la carreggiata è abbastanza ampia e le pendenze comprese tra il 5-7% con brevi punte al 9% e due rampe estemporanee e corte una al 13% e una al 15%; dopo il paese la strada si restringe continuando a procedere su pendenze pedalabili. Il percorso è sommerso dalla vegetazione; abbondantissima chiude ogni visuale e offre rarissimi stralci di vedute monotone. Il nono chilometro può mettere in difficoltà, ha pendenze importanti ed è solo il preludio al gran finale: è infatti dopo 13 chilometri, quando già un po’ di fatica si è inevitabilmente accumulata nei muscoli, che iniziano 6000m duri, si fa un bel salto, 9% di media, con vari passaggi al 12%. Quando la strada si alleggerisce si è oramai alla fine, la vista si è finalmente aperta sull’esteso alpeggio del passo Vivione ed il duro finisce proprio qui: ora è possibile godersi le ultime pedalate percorrendo un infinito e pittoresco ultimo chilometro.

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